Un viaggio per “ricostruirsi” – Report finale esperienza di GloCal Service-Learning di Enrica Cusin, IUSVE

 Sarà difficile riassumere questo percorso, e ancora più complesso sarà tradurre in parole le emozioni, i sentimenti e gli apprendimenti avvenuti durante l’esperienza di tirocinio formativo professionalizzante, post lauream.

O Rio São Francisco
Con la Prof. Barbara C.

Per raccontare questa mia avventura in Brasile mi avvarrò di alcune parole donatemi dalla professoressa Barbara Eleonora Bezzera Cabral, dell’Università Federale UNIVASF, quali: “Incontro è metodo”. Incontrando una realtà brasiliana ha significato entrare, sempre usando le parole della professoressa, in un processo di “decostruzione per poi ricostruirmi”.

Primi incontri:

Nel primo periodo del mio tirocinio (pre-mobilità), vissuto in Italia da marzo a luglio del 2024, incontro Nicola Andrian coordinatore del Progetto BEA (promosso da EnARS, Padova, e dal BEA Centro de estudos e práticas di Petrolina Brasile), che non ringrazierò mai abbastanza per avermi fatto conoscere questa opportunità e per avermi accompagnata per tutta l’esperienza con gentilezza e disponibilità. Nicola lo conosco online, lui è ancora in Brasile, e fin da subito mi colpisce la struttura della proposta formativa che stimola il protagonismo dei tirocinanti. Era quello che stavo cercando, mi stavo informando per il tirocinio professionalizzante e avevo voglia di una proposta differente, che mi potesse coinvolgere e rendere partecipe durante il lungo periodo di stage. Nel primo colloquio mi colpì la domanda sulle mie passiioni. Mi venne raccontato, infatti, come negli anni precedenti proprio le passioni degli studenti costituirono la base dei loro progetti per la comunità e questo mi fece prendere seriamente in considerazione la possibilità di partire.

Ad aprile avviene il mio primo incontro con un ‘pezzo’ di Brasile grazie a Jessica e Vinicius, che attraverso le loro lezioni di lingua portoghese e di cultura nordestina mi hanno permesso di avvicinarmi al Sertão. Jessica C. e Vinicius C. erano studenti del Master PPGESA – Mestrado em Educação, Cultura e Territórios Semiáridos al Dipartimento di Scienze Umane di Juazeiro-BA, dell’Università statale della Bahia, la UNEB. Averli in Italia è stato molto bello e con loro ho vissuto uno scambio culturale, perché attraverso la loro curiosità ho potuto interrogarmi e riscoprire il mio paese e rendermi conto di quanto alle volte lo si dia per scontato (il paese in cui si vive).

Festa Junina con equipe 2024

Altri momenti significativi vissuti assieme sono stati la festa Junina, realizzata nella sede dell’associazione Marcellino a Padova e il fine settimana formativo in bivacco. Questi ultimi due momenti del percorso formativo pre-partenza (proposto dal progetto) sono stati particolarmente significativi il primo mi ha anticipato alcuni momenti di festa che avrei incontrato in Brasile accompagnati dall’immancabile forró (il ballo tradizionale nordestino) e il secondo con le sue attività mi ha stimolato riflessioni che mi sono state utili nell’esperienza di viaggio.

Durante questo primo periodo il mio stato d’animo era ambivalente e ondeggiava tra una grande curiosità e tanta paura. Per farmi coraggio ho deciso di non pensare alla partenza fino al momento di fare i vaccini e chiudere le valigie. Il mio obiettivo era quello di farmi meno aspettative possibili e di non incontrare informazioni che potessero farmi desistere dalla decisione presa. Quando raccontavo che stavo per partire in molti mi hanno guardato stupiti dicendomi “in Brasile, ma è pericoloso”. Forse già con questa frase era iniziato il processo di “decostruzione per poi ricostruirmi”. In primis ho imparato che il Brasile è un Paese enorme e che non è possibile generalizzare. Poi ho riconfermato l’apprendimento che, anche se le cose sono difficili e pericolose, tutelandosi e facendosi coraggio è possibile viverle e arricchirsi. E così piena di preoccupazioni sono salita sui diversi aerei facendo un salto nell’ignoto chiamato Brasile.

L’equipe Bea&Intereurisland all’arrivo all’aeroporto di Petrolina-PE.

Incontri Brasiliani:

L’impatto con le città di Petrolina, nello Stato del Pernambuco, e Juazeiro, nella Bahia, nella Regione nordest del Brasile, è stato fin da subito molto forte. Mi sono apparse come due terre piene di contrasti e contraddizioni.

Nelle prime settimane abbiamo visitato gli enti partner del progetto. Mi piaciuto sentire i racconti degli operatori che spesso narravano anche le storie degli utenti, descrivendo il contesto in cui ero arrivata. Queste storie sono state una modalità per scoprire e iniziare a comprendere il territorio.

Terminate le visite è iniziato quello che per me è stato un difficile processo di scelta. Momento che ho vissuto con molta fatica perché da un lato ero affascinata da più realtà e per altre temevo di non riuscire a reggere il peso emotivo di certi incontri.

Equipe CAPS 3 AD Juazeiro-BA

Alla fine, ho scelto di trascorrere due giorni a settimana al CAPS 3 AD (Centro di attenzione psicosociale – alcool e droghe 24h) di Juazeiro, altri due giorni all’unità Semente do Amanhã di semilibertà per minori in conflitto con la legge e un pomeriggio a settimana presso l’ONG Casa Dom José Rodrigues che si occupa di minori in condizione di vulnerabilità.

Equipe tecnica Semente do Amanhã e equipe 2024 con equipe Casa Dom José Rodrigues.jpeg

Inoltre, due sere a settimana ho insegnato presso l’UNIVASF lingua e cultura italiana e presso l’UNEB ho frequentato il corso Relazioni interpersonali e dinamica di gruppo tenuto da Nicola Andrian. Ho cercato di trarre il massimo dai tre mesi in Brasile, tanto che ho anche pubblicato un articolo all’evento scientifico del PPGESA, il XIII WECSAB (Workshop Nacional e IV Internacional de Educação Contextualizada para a Convivência com o Semiàrido) e presentato un altro al EDUCOM (Encontro Brasileiro de Educomunicação).

Come si può intuire i ritmi sono stati abbastanza serrati e densi, al contempo ricchi di incontri e apprendimenti.

L’esperienza negli enti è stata supervisionata dalla professoressa Barbara Eleonora Bezzera Cabral. Analizzando le varie esperienze di tirocinio ho compreso che la “psicologia non è quadrata, ma rotonda”. Queste parole sono di Hairis, una delle tirocinanti brasiliane allieve della professoressa Barbara. Lo scambio con gli studenti locali è stato molto arricchente permettendomi di scoprire inediti punti di vista e nuove pratiche di cura. Le parole di Hairis ben descrivono il processo che ho vissuto mentre ero negli enti. Incontrare il reale, la quotidianità dei servizi, dell’equipe e degli utenti è molto difficile e si scontra fortemente con quello che ci viene insegnato all’università e raccontato nei libri accademici. Questo tirocinio è stato un bel banco di prova con sfide quotidiane dove si è rivelato necessario imparare a gestire l’emotività, le delusioni, momenti di tensione e difficoltà, e con tanti apprendimenti e scoperte, e creazione di strategie di adattamento.

Dopo questa esperienza sorrido quando guardo delle parole crociate pensando quanto con una usuaria siano state terapeutiche e di aiuto. Le parole crociate sono state uno strumento terapeutico creativo scoperto grazie alla mia creatività. Ho scoperto così quanto la creatività personale sia importante nel lavoro clinico.

Alla Casa Dom José Rodrigues ho realizzato il mio progetto specifico di Service-Learning, sviluppato attraverso il progetto di Extensão (Social Engagement) ‘La relazione educativa e di aiuto incontesti extrascolastici’, PPGESA, UNEB. La parte pratica si è concretizzata realizzando una ”oficina” di educazione alla sessualità e all’affettività, con un gruppo di ragazze del centro di età compresa fra i 13 e i 17 anni.

Laboratorio di educazione alla sessualità e all’affettività alla Casa Dom José Rodrigues

Sei diversi incontri di un percorso che si è concluso con un laboratorio di pizza. Stare con le adolescenti è stato fonte di grande apprendimento, mi sono messa fortemente in discussione comprendendo l’importanza di essere critici sui metodi e su sé stessi, mantenendo un equilibrio onde evitare autocritiche troppo severe.

Laboratorio di educazione alla sessualità e all’affettività alla Casa Dom José Rodrigues

Anche nell’unità Semente do Amanhã ho compreso quanto possa essere imprevedibile il lavoro con gli adolescenti. Specialmente con i ragazzi nell’unità ho compreso quanto sia delicato lavorare con dei giovani in conflitto con la legge e mantenere uno sguardo non giudicante che li veda come degli adolescenti. Spero che con il laboratorio di pizza fatto insieme alcuni di loro abbiano avuto un momento per sognare un futuro differente o almeno distrarsi. Mi piace ripensare a quel laboratorio come a una “pizza per sognare”, perché nella loro condizione di reclusione, seppure con regime di semilibertà, l’unica libertà completa era nel pensare e sognare.

Laboratorio di pizza all’unità Semente do Amanhã

Prima di partire per il Brasile avevo scelto di voler far tirocinio in un ente con adolescenti, mai avrei pensato di scegliere di passare parte del mio tempo al CAPS 3 AD. Ho scelto questo ente per sperimentarmi fuori dalla mia zona di confort e provare ad entrare in un settore più di psicologia clinica. Il CAPS è stata un’esperienza molto impegnativa, ci sono stati incontri molti intensi e sono stata faccia a faccia con situazioni che mi hanno fatto provare paura. Nonostante l’esperienza sia stata impegnativa ho anche ottenuto delle soddisfazioni, ad esempio riuscendo a calmare un’usuaria in crisi.

“Incontro è metodo”:

Secondo la professoressa Barbara Eleonora Bezzera Cabral ogni incontro è fonte di apprendimento. Ogni nuova acquisizione porta a un’aggiunta che decostruisce la struttura precedente facendo spazio alla nuova acquisizione che porta a una ricostruzione.

Credo che questa esperienza di incontro del nuovo, della natura brasiliana, delle persone, mi abbia lasciato molto, e il bagaglio di nuove acquisizioni ha portato a una nuova forma personale e professionale.

Enrica Cusin

Tirocinio professionalizzante Post-Lauream Magistrale in Psicologia clinica e di comunità, Istituto Universitario Salesiano, Venezia – IUSVE.

Un viaggio per “ricostruirsi” – Report finale esperienza di GloCal Service-Learning di Enrica Cusin, IUSVE

Sarà difficile riassumere questo percorso, e ancora più complesso sarà tradurre in parole le emozioni, i sentimenti e gli apprendimenti avvenuti durante l’esperienza di tirocinio formativo professionalizzante, post lauream.

Con la Prof. Barbara C.

Per raccontare questa mia avventura in Brasile mi avvarrò di alcune parole donatemi dalla professoressa Barbara Eleonora Bezzera Cabral, dell’Università Federale UNIVASF, quali: “Incontro è metodo”. Incontrando una realtà brasiliana ha significato entrare, sempre usando le parole della professoressa, in un processo di “decostruzione per poi ricostruirmi”.

Primi incontri:

Nel primo periodo del mio tirocinio (pre-mobilità), vissuto in Italia da marzo a luglio del 2024, incontro Nicola Andrian coordinatore del Progetto BEA (promosso da EnARS, Padova, e dal BEA Centro de estudos e práticas di Petrolina Brasile), che non ringrazierò mai abbastanza per avermi fatto conoscere questa opportunità e per avermi accompagnata per tutta l’esperienza con gentilezza e disponibilità. Nicola lo conosco online, lui è ancora in Brasile, e fin da subito mi colpisce la struttura della proposta formativa che stimola il protagonismo dei tirocinanti. Era quello che stavo cercando, mi stavo informando per il tirocinio professionalizzante e avevo voglia di una proposta differente, che mi potesse coinvolgere e rendere partecipe durante il lungo periodo di stage. Nel primo colloquio mi colpì la domanda sulle mie passiioni. Mi venne raccontato, infatti, come negli anni precedenti proprio le passioni degli studenti costituirono la base dei loro progetti per la comunità e questo mi fece prendere seriamente in considerazione la possibilità di partire.

Ad aprile avviene il mio primo incontro con un ‘pezzo’ di Brasile grazie a Jessica e Vinicius, che attraverso le loro lezioni di lingua portoghese e di cultura nordestina mi hanno permesso di avvicinarmi al Sertão. Jessica C. e Vinicius C. erano studenti del Master PPGESA – Mestrado em Educação, Cultura e Territórios Semiáridos al Dipartimento di Scienze Umane di Juazeiro-BA, dell’Università statale della Bahia, la UNEB. Averli in Italia è stato molto bello e con loro ho vissuto uno scambio culturale, perché attraverso la loro curiosità ho potuto interrogarmi e riscoprire il mio paese e rendermi conto di quanto alle volte lo si dia per scontato (il paese in cui si vive).

Festa Junina con equipe 2024

Altri momenti significativi vissuti assieme sono stati la festa Junina, realizzata nella sede dell’associazione Marcellino a Padova e il fine settimana formativo in bivacco. Questi ultimi due momenti del percorso formativo pre-partenza (proposto dal progetto) sono stati particolarmente significativi il primo mi ha anticipato alcuni momenti di festa che avrei incontrato in Brasile accompagnati dall’immancabile forró (il ballo tradizionale nordestino) e il secondo con le sue attività mi ha stimolato riflessioni che mi sono state utili nell’esperienza di viaggio.

Durante questo primo periodo il mio stato d’animo era ambivalente e ondeggiava tra una grande curiosità e tanta paura. Per farmi coraggio ho deciso di non pensare alla partenza fino al momento di fare i vaccini e chiudere le valigie. Il mio obiettivo era quello di farmi meno aspettative possibili e di non incontrare informazioni che potessero farmi desistere dalla decisione presa. Quando raccontavo che stavo per partire in molti mi hanno guardato stupiti dicendomi “in Brasile, ma è pericoloso”. Forse già con questa frase era iniziato il processo di “decostruzione per poi ricostruirmi”. In primis ho imparato che il Brasile è un Paese enorme e che non è possibile generalizzare. Poi ho riconfermato l’apprendimento che, anche se le cose sono difficili e pericolose, tutelandosi e facendosi coraggio è possibile viverle e arricchirsi. E così piena di preoccupazioni sono salita sui diversi aerei facendo un salto nell’ignoto chiamato Brasile.

L’equipe Bea&Intereurisland all’arrivo all’aeroporto di Petrolina-PE.

Incontri Brasiliani:

L’impatto con le città di Petrolina, nello Stato del Pernambuco, e Juazeiro, nella Bahia, nella Regione nordest del Brasile, è stato fin da subito molto forte. Mi sono apparse come due terre piene di contrasti e contraddizioni.

Nelle prime settimane abbiamo visitato gli enti partner del progetto. Mi piaciuto sentire i racconti degli operatori che spesso narravano anche le storie degli utenti, descrivendo il contesto in cui ero arrivata. Queste storie sono state una modalità per scoprire e iniziare a comprendere il territorio.

Terminate le visite è iniziato quello che per me è stato un difficile processo di scelta. Momento che ho vissuto con molta fatica perché da un lato ero affascinata da più realtà e per altre temevo di non riuscire a reggere il peso emotivo di certi incontri.

Equipe CAPS 3 AD Juazeiro-BA

Alla fine, ho scelto di trascorrere due giorni a settimana al CAPS 3 AD (Centro di attenzione psicosociale – alcool e droghe 24h) di Juazeiro, altri due giorni all’unità Semente do Amanhã di semilibertà per minori in conflitto con la legge e un pomeriggio a settimana presso l’ONG Casa Dom José Rodrigues che si occupa di minori in condizione di vulnerabilità.

Equipe tecnica Semente do Amanhã e equipe 2024 con equipe Casa Dom José Rodrigues.jpeg

Inoltre, due sere a settimana ho insegnato presso l’UNIVASF lingua e cultura italiana e presso l’UNEB ho frequentato il corso Relazioni interpersonali e dinamica di gruppo tenuto da Nicola Andrian. Ho cercato di trarre il massimo dai tre mesi in Brasile, tanto che ho anche pubblicato un articolo all’evento scientifico del PPGESA, il XIII WECSAB (Workshop Nacional e IV Internacional de Educação Contextualizada para a Convivência com o Semiàrido) e presentato un altro al EDUCOM (Encontro Brasileiro de Educomunicação).

Come si può intuire i ritmi sono stati abbastanza serrati e densi, al contempo ricchi di incontri e apprendimenti.

L’esperienza negli enti è stata supervisionata dalla professoressa Barbara Eleonora Bezzera Cabral. Analizzando le varie esperienze di tirocinio ho compreso che la “psicologia non è quadrata, ma rotonda”. Queste parole sono di Hairis, una delle tirocinanti brasiliane allieve della professoressa Barbara. Lo scambio con gli studenti locali è stato molto arricchente permettendomi di scoprire inediti punti di vista e nuove pratiche di cura. Le parole di Hairis ben descrivono il processo che ho vissuto mentre ero negli enti. Incontrare il reale, la quotidianità dei servizi, dell’equipe e degli utenti è molto difficile e si scontra fortemente con quello che ci viene insegnato all’università e raccontato nei libri accademici. Questo tirocinio è stato un bel banco di prova con sfide quotidiane dove si è rivelato necessario imparare a gestire l’emotività, le delusioni, momenti di tensione e difficoltà, e con tanti apprendimenti e scoperte, e creazione di strategie di adattamento.

Dopo questa esperienza sorrido quando guardo delle parole crociate pensando quanto con una usuaria siano state terapeutiche e di aiuto. Le parole crociate sono state uno strumento terapeutico creativo scoperto grazie alla mia creatività. Ho scoperto così quanto la creatività personale sia importante nel lavoro clinico.

All’interno di Casa Dom José Rodrigues ho realizzato il mio progetto specifico di Service-Learning realizzando una ”officina” di educazione alla sessualità e all’affettività che si è poi conclusa con un laboratorio di pizza. Stare con le adolescenti è stato fonte di grande apprendimento, mi sono messa fortemente in discussione comprendendo l’importanza di essere critici sui metodi e su sé stessi, mantenendo un equilibrio onde evitare autocritiche troppo severe.

Un viaggio per “ricostruirsi” – Report finale dell’esperienza di GloCal Servic-Learning di Enrica Cusin, IUSVE

Sarà difficile
riassumere questo percorso, e ancora più complesso sarà tradurre in parole le
emozioni, i sentimenti e gli apprendimenti avvenuti durante l’esperienza.

Per raccontare
questa mia avventura in Brasile mi avvarrò di alcune parole donatemi dalla professoressa
Barbara Eleonora Bezzera Cabral, dell’Università Federale UNIVASF, quali: “Incontro è metodo”. Incontrando una realtà
brasiliana ha significato entrare, sempre usando le parole della professoressa,
in un processo di “decostruzione per poi ricostruirmi”.

Primi incontri:

Nel primo periodo del mio tirocinio (pre-mobilità), vissuto in Italia da marzo a luglio del 2024, incontro Nicola Andrian coordinatore del Progetto BEA (promosso da EnARS, Padova, e dal BEA Centro de estudos e práticas di Petrolina Brasile), che non
ringrazierò mai abbastanza per avermi fatto conoscere questa opportunità e per
avermi accompagnata per tutta l’esperienza con gentilezza e disponibilità.
Nicola lo conosco online, lui è ancora in Brasile, e fin da subito mi colpisce
la struttura della proposta formativa che stimola il protagonismo dei tirocinanti. Era quello che stavo cercando, mi stavo informando per il
tirocinio professionalizzante e avevo voglia di una proposta differente, che mi
potesse coinvolgere e rendere partecipe durante il lungo periodo di stage. Nel
primo colloquio mi colpì la domanda sulle mie passiioni. Mi venne raccontato, infatti, come negli anni precedenti proprio le passioni degli studenti costituirono la base dei
loro progetti per la comunità e questo mi fece prendere seriamente in
considerazione la possibilità di partire.

Ad aprile avviene
il mio primo incontro con un ‘pezzo’ di Brasile grazie a Jessica e Vinicius, che
attraverso le loro lezioni di lingua portoghese e di cultura nordestina mi
hanno permesso di avvicinarmi al Sertão. Jessica C. e Vinicius C. erano studenti del Master PPGESA – Mestrado em Educação, Cultura e Territórios Semiáridos al Dipartimento di Scienze Umane di Juazeiro-BA, dell’Università
statale della Bahia, la UNEB. Averli in Italia è stato molto bello e con loro ho vissuto
uno scambio culturale, perché attraverso la loro curiosità ho potuto
interrogarmi e riscoprire il mio paese e rendermi conto di quanto alle volte lo
si dia per scontato (il paese in cui si vive).

Festa Junina con equipe 2024

Altri momenti
significativi vissuti assieme sono stati la festa Junina, realizzata
nella sede dell’associazione Marcellino a Padova e il fine settimana formativo in
bivacco. Questi ultimi due momenti del percorso formativo pre-partenza (proposto dal progetto) sono stati particolarmente significativi il
primo mi ha anticipato alcuni momenti di festa che avrei incontrato in Brasile
accompagnati dall’immancabile forró (il ballo tradizionale nordestino) e il
secondo con le sue attività mi ha stimolato riflessioni che mi sono state utili
nell’esperienza di viaggio.

Durante questo primo
periodo il mio stato d’animo era ambivalente e ondeggiava tra una grande
curiosità e tanta paura. Per farmi coraggio ho deciso di non pensare alla partenza
fino al momento di fare i vaccini e chiudere le valigie. Il mio obiettivo era
quello di farmi meno aspettative possibili e di non incontrare informazioni che
potessero farmi desistere dalla decisione presa. Quando raccontavo che stavo
per partire in molti mi hanno guardato stupiti dicendomi “in Brasile, ma è
pericoloso”. Forse già con questa frase era iniziato il processo di
“decostruzione per poi ricostruirmi”. In primis ho imparato che il Brasile è un
Paese enorme e che non è possibile generalizzare. Poi ho riconfermato
l’apprendimento che, anche se le cose sono difficili e pericolose, tutelandosi
e facendosi coraggio è possibile viverle e arricchirsi. E così piena di
preoccupazioni sono salita sui diversi aerei facendo un salto nell’ignoto chiamato
Brasile.

Incontri
Brasiliani:

L’impatto con le città di Petrolina, nello Stato del Pernambuco, e Juazeiro, nella Bahia, nella Regione nordest del Brasile, è stato fin da subito molto forte. Mi sono apparse come
due terre piene di contrasti e contraddizioni.

Nelle prime
settimane abbiamo visitato gli enti partner del progetto. Mi piaciuto sentire i
racconti degli operatori che spesso narravano anche le storie degli utenti,
descrivendo il contesto in cui ero arrivata. Queste storie sono state una
modalità per scoprire e iniziare a comprendere il territorio.

Terminate le
visite è iniziato quello che per me è stato un difficile processo di scelta.
Momento che ho vissuto con molta fatica perché da un lato ero affascinata da
più realtà e per altre temevo di non riuscire a reggere il peso emotivo di
certi incontri.

Equipe CAPS 3 AD Juazeiro-BA

Alla fine, ho
scelto di trascorrere due giorni a settimana al CAPS 3 AD (Centro di attenzione
psicosociale – alcool e droghe 24h) di Juazeiro, altri due giorni all’unità
Semente do Amanhã di semilibertà per minori in conflitto con la legge e un
pomeriggio a settimana presso l’ONG Casa Dom José Rodrigues che si occupa di
minori in condizione di 
vulnerabilità.

Equipe tecnica Semente do Amanhã e equipe 2024 con equipe Casa Dom José Rodrigues.jpeg

Inoltre, due sere a settimana ho insegnato presso l’UNIVASF lingua e cultura
italiana e presso l’UNEB ho frequentato il corso Relazioni interpersonali e
dinamica di gruppo tenuto da Nicola Andrian. Ho cercato di trarre il massimo dai tre
mesi in Brasile, tanto che ho anche pubblicato un articolo all’evento scientifico del PPGESA, il XIII WECSAB (Workshop Nacional e IV Internacional de Educação Contextualizada para a
Convivência com o Semiàrido
) e presentato un altro al EDUCOM (Encontro Brasileiro de
Educomunicação
).

Come si può
intuire i ritmi sono stati abbastanza serrati e densi, al contempo ricchi di
incontri e apprendimenti.

L’esperienza
negli enti è stata supervisionata dalla professoressa Barbara Eleonora Bezzera
Cabral. Analizzando le varie esperienze di tirocinio ho compreso che la “psicologia
non è quadrata, ma rotonda”. Queste parole sono di Hairis, una delle
tirocinanti brasiliane allieve della professoressa Barbara. Lo scambio con gli
studenti locali è stato molto arricchente permettendomi di scoprire inediti
punti di vista e nuove pratiche di cura. Le parole di Hairis ben descrivono il
processo che ho vissuto mentre ero negli enti. Incontrare il reale, la
quotidianità dei servizi, dell’equipe e degli utenti è molto difficile e si
scontra fortemente con quello che ci viene insegnato all’università e
raccontato nei libri accademici. Questo tirocinio è stato un bel banco di prova
con sfide quotidiane dove si è rivelato necessario imparare a gestire
l’emotività, le delusioni, momenti di tensione e difficoltà, e con tanti
apprendimenti e scoperte, e creazione di strategie di adattamento.

Dopo questa
esperienza sorrido quando guardo delle parole crociate pensando quanto con una
usuaria siano state terapeutiche e di aiuto. Le parole crociate sono state uno
strumento terapeutico creativo scoperto grazie alla mia creatività. Ho scoperto
così quanto la creatività personale sia importante nel lavoro clinico.

All’interno di
Casa Dom José Rodrigues ho realizzato il mio progetto specifico di Service-Learning realizzando
una ”officina” di educazione alla sessualità e all’affettività che si è poi
conclusa con un laboratorio di pizza. Stare con le adolescenti è stato fonte di
grande apprendimento, mi sono messa fortemente in discussione comprendendo
l’importanza di essere critici sui metodi e su sé stessi, mantenendo un
equilibrio onde evitare autocritiche troppo severe.

“Escuta, escuta, o outro a outra já vem. Escuta, escuta, cuidar do outro faz bem” – Report finale Visiting PhD Francesca Aloi, UNIBO

“Escuta, escuta, o outro a outra já vem
Escuta, escuta, cuidar do outro faz bem.

Desde o tempo em que nasci
Logo aprendi algo assim
Cuidar do outro é cuidar de mim
Cuidar de mim é cuidar do mundo!”

 Mantra Nordestino – Ray Lima

La mia esperienza
come ricercatrice visitante all’Universidade Federal do Vale do São Francisco
(UNIVASF) e al Progetto BEA è cominciata con la mia presentazione all’interno del 10º Fórum de
Mobilização Antimanicomial do Sertão / 6ª Mostra de Atenção Psicossocial / 1º
Encontro Nacional do Cuidado em Liberdade
organizzato dalla UNIVASF con il coordinamento della professoressa
Barbara Eleonora Bezerra Cabral, con cui ho collaborato durante tutto il mese del mio visiting.

Infatti, oltre alla mia presentazione intitolata “O
teatro do oprimido para o cuidado de mente e corpo na universidade
“,
durante un mese ho svolto attività didattica facendo lezione nel corso di Saúde
Mental I
del dipartimento di Psicologia, UNIVASF. Le lezioni prevedevano un percorso sul
Teatro dell’Oppresso, fino alla realizzazione finale con gli studenti di una
tecnica chiamata Teatro Giornale che prevedeva l’analisi di tematiche
affrontate durante il corso in questione.

Oltre all’incredibile esperienza arricchente con gli
studenti e le studentesse di psicologia, ho avuto l’opportunità di collaborare
con i membri del Progetto BEA, promosso dal BEA Centro de Estudos e Práticas in collaborazione con l’Associazione EnARS di Padova, e in particolare
con il suo coordinatore, Nicola Andrian. La partecipazione al suo corso di Terza Missione “Relações interpessoais e dinâmicas de grupo” è stata un ulteriore
tassello formativo durante questa esperienza accademica brasiliana che mi ha
ricordato che “cuidar do outro é cuidar de mim, cuidar de mim é cuidar do mundo”.

Il Nordest del Brasile è una terra fantastica, e lavorare in
un contesto universitario brasiliano è stato il perfetto chiudersi di un ciclo
di una ricerca dottorale che ha come principali esponenti due personaggi di
origine brasiliana di spicco: Paulo Freire e Augusto Boal.

Spero di aver restituito agli studenti e alle studentesse
brasiliane un poco di tutto quello che questi due autori mi hanno donato in
questi anni di ricerca sul Teatro dell’Oppresso.

Il gruppo di studenti presenti alla mia presentazione e laboratorio sul Teatro dell’Oppresso in università:

Giochi ed esercizi di Teatro dell’Oppresso: 

Presentazione teorica sul Teatro dell’Oppresso:

Giornata di apertura de 10º Fórum de Mobilização Antimanicomial do Sertão / 6ª Mostra de Atenção Psicossocial / 1º Encontro Nacional do Cuidado em Liberdade.

L’equipe 2025 del Progetto BEA con la Prof.ssa Barbara Cabral, UNIVASF

Lezioni di Teatro Giornale all’interno del Corso de Saude
Mental I, Laurea in Psicologia, UNIVASF:

Ciascun gruppo di studenti, con la docente di
riferimento, ha lavorato insieme per produrre una breve rappresentazione di
Teatro Giornale:

Gratidão, Francesca Aloi

Dual PhD Holder

Università di Bologna & Universidad Complutense de Madrid


Alla UNIVASF, Campus di Petrolina – PE

“Sacralità dell’incontro” – Condivisione di esperienze di GloCal Service-Learning, progetto Per una società senza disuguagliane – ENGIM Internazionale, Torino

Un incontro di condivisione delle esperienze di GloCal Service-Learning, nella cornice della presentazione del Toolkit didattico del progetto ‘Per una società senza disuguaglianze’.

Un evento organizzato e gestito da EnGIM Internazionale di Torino.

A fine condivisione è stato chiesto ai partecipanti di riassumere in un parola quanto ‘vissuto’. 
Un grazie di Cuore al coordinamento EnGIM Internazionale di Torino, nelle persone di Valeria e Alessandra, e a quanti hanno partecipato ccon l’interesse e il desiderio di approfondire dal punto di vista teorico e pratico la proposta pedagogico-metodologica del Service-Learning.

Un buon cammino a tutte e tutti,
Nicola Andrian

(Cooordinamento Programma di ricerca e scambi Intereurisland)

Uma imersão intercultural na Itália – Experiência de Aprendizagem Solidária GloCal de Vinícius Coutinho PPGESA, DCH III, UNEB

Logo na chegada, ainda em abril,
fui bem recebido com um banquete de comida italiana e tive uma acolhida
calorosa. Ali, já era um início de muito aprendizados que viriam pela frente,
sobre as tradições e costumes locais. A presidente da Enars, Isabella Polloni, e
o coordenador do Intereurisland, Nicola Andrian, prepararam essa linda
recepção. Naqueles dias, a temperatura era muito baixa (menos de 10ºC),
principalmente, para quem havia saído de Juazeiro aos 36ºC.

Logo no dia seguinte, as portas
da UNIPD se abriram e ali teve início uma jornada de muito aprendizado,
compartilhada com as professoras Lisa Bugno e Emma Gasperi, com as discussões
da disciplina Pedagogia Intercultural, no curso de Ciências da Educação. O
componente curricular proporcionou uma imersão profunda nos conceitos que
permeiam a interculturalidade, discutindo sobre questões raciais, de
diversidade, religiosidade e interseccionalidade. Temas estes, que são também
muito discutidos no PPGESA, na UNEB em Juazeiro.

Ao mesmo tempo, os conceitos
vistos na universidade se concretizavam na prática, durante as ações de
acolhimento a pessoas em situação migratória, realizadas pela Cooperativa Porto
Alegre, primeiramente, na sede de Badia Polesine; depois, na sede de Rovigo.
Foram 3 meses intensos, em que pude acompanhar diversas atividades realizadas
pela instituição, desde os processos educativos, como a escola de língua
italiana conduzida pelas professora Angela Rosa e Arianna, aos encontros sobre
saúde, coletividade e participação nas atividades cotidianas, como limpar e
cozinhar.

Nas reuniões quinzenais, reunimo-nos para o grupo focal, a equipe do
intercâmbio e a coordenadora da Porto Alegre, Roberta Lorenzetto, para
planejarmos e alinharmos as atividades e avaliarmos as experiências já
realizadas.

Depois de dois meses de imersão
na cultura italiana, mas também nas culturas africanas e asiáticas (públicos
atendidos pela cooperativa), eu realizei o meu projeto de tirocínio que, por
minha formação inicial ser em Jornalismo e por ter notado a fotografia como um
elemento bastante presente na documentação de atividades da cooperativa, teve
como título “Lentes inclusivas: histórias pelo olhar de pessoas imigrantes”.
Assim, o projeto desenvolvido proporcionou aos participantes um conhecimento
abrangente, mesmo que de forma simples, sobre as técnicas de fotografia,
incentivando tanto a prática técnica quanto a expressão artística. Com uma
abordagem envolvendo teoria e prática, os participantes desenvolveram
habilidades que lhes permitam criar fotografias com qualidade e expressão
pessoal única. Primeiro, aconteceu uma oficina, com o conteúdo teórico sobre a
fotografia, as principais regras e um pequeno exercício de fotografia de
documentos (muito necessários para a cooperativa); depois, foi realizada uma atividade
prática em casa, com o tempo de uma semana. Por fim, nos dois últimos encontros
os participantes contaram uma história construída apenas por meio de
fotografias.

Outra atividade importante do
intercâmbio foi a realização do curso de Língua Portuguesa e Cultura
Brasileira, que ministrei na Associação Marcellino Vais. Do final de abril ao
final de junho, foram 8 aulas de muitas trocas, onde pude exercitar a prática
docente e contribuir com a preparação da equipe 2024 do projeto Intereurisland,
prestes a partir para o Brasil, como também, outras pessoas que frequentaram as
aulas.

O curso ministrado envolveu diversos elementos da língua portuguesa como
os principais verbos e as suas conjugações, saudações e cumprimentos, cores,
números; como também, elementos da cultura brasileira, em especial, a
nordestina. A associação foi espaço de muitas trocas sobre as línguas e as
culturas, a partir do curso e, também, de momentos de completa interação com
aulas de Forró, aulas de capoeira, exibição de filmes e a realização da grande
festa de São João. Foi um momento mágico, com toda a essência desta tradição
nordestina.

Para finalizar as atividades do
intercâmbio, aconteceu um processo formativo sobre os pré-alpes/montanhas na
região de Treviso, unindo as duas equipes de 2024 (Brasil-Itália) do
Intereurisland. Foi um momento de desafio e conhecimento pessoal, conhecimento
de novos amigos, de interação com música, jogos e muita conversa. Uma atividade
realizada em grupo foi a cereja do bolo, conseguindo abranger a temática da
interculturalidade que permeia todo o processo de intercâmbio. Durante a
atividade, criamos uma nova língua, uma nova religião e um modo de viver
diverso. Porém, precisávamos interagir com outro grupo que não sabia nada sobre
a nossa comunidade e, juntos, precisávamos construir uma ponte. Ao final, com a
ponte construída, discutimos sobre as nossas impressões e dificuldades no
processo.

Penso que essa atividade final
resume muito bem os desafios e os aprendizados presentes em todo o percurso
formativo do intercâmbio, que me deu uma variedade de perspectivas e
experiências, promovendo aprendizagem e respeito às diferenças. As amizades
formadas durante o intercâmbio prometem durar a vida toda, criando uma rede global,
como bem prevê o programa de intercâmbio.

A adaptação a uma nova cultura e
a um novo idioma trouxe desafios, mas também proporcionou um crescimento
pessoal significativo. Consegui desenvolver habilidade como: maior autonomia,
resiliência e resolução de problemas. A experiência de lidar com situações
desconhecidas e de se comunicar em outro idioma contribuiu para fortalecer a
confiança e a independência. Assim, o intercâmbio intercultural na Itália foi
uma experiência transformadora com aprendizado acadêmico e profissional, com passeios
turísticas e interações internacionais. Para o Brasil, retorno com uma bagagem
enriquecida de conhecimentos, habilidades e memórias inesquecíveis. Mais do que
nunca, preparado para enfrentar outros desafios.

Vinícius
Coutinho – PPGESA, DCH III,UNEB

Festa Junina – Viva São João

Vuoi immergerti nei ritmi, nelle melodie, nei sapori e nei colori della Festa Junina tipica della Regione Nord-Est del Brasile?

Vieni a viverla con noi, con i vestiti tipici e i sapori dei mangiari fatti con il Mais, con i ritmi e me melodie della danza popolare del Forró e della quadrilha Junina …

Venerdì 28 giugno, Programma:
17.00 Corso di portoghese, presenziale e on-line (tenuto dagli studenti del Master PPGESA, UNEB, Brasil e aperto alla comunità)
18.00 Nucleo tematico: La Festa di São João nella Regione Nord-Est del Brasile.
20.02 Cena condivisa, com mangiari tipici della festa Junina. In particolare cibi fatti con il Mais, come da tradizione. Nello spirito della condivisione, a chi partecipa alla cena si chiede di portare qualcosa. Nei prossimi giorni ci scambieremo notizie e informazioni rispetto ai cibi tipici di questa festa … per chi volesse provare a prepararli (nella Discussione di questo evento troverete alcune ricette e delle idee per i vestiti)
21.00 Dançando Forró … con una lezione sui passi base, la famosa quadrilha e ballo libero.
Luogo: Sede Associazione Marcellino, ingresso da Via Cave n.293, Padova, Italia. Si può parcheggiare dentro al parco, davanti alla casetta nel bosco. Di seguito la mappa per l’arrivo alla Sede, nel parco.
Per la partecipazione alle attività viene richiesta la quota associativa di € 3,00 e, per chi vuole e può, una offerta libera e consapevole per la gestione delle spese della serata.
La proposta fa parte del percorso formativo del programma Intereurisland per esperienze di mobilità in Brasile ed è organizzata in collaborazione con il Gruppo Forró Padova.
Indicazioni dall’entrata al Parco da Via Cave 293, Padova:

Info: +39 335417377, Nicola

Cosa succede realmente se scelgo di vivere l’esperienza di mobilità in Brasile con il programma Intereurisland?

Ninguém educa ninguém, ninguém educa a si
mesmo,

os homens [e as mulheres] se educam entre si,

mediatizados pelo mundo (Paulo Freire)


A studenti e studentesse universitarie che scelgono di vivere l’esperienza di scambio e mobilità nei contesti di Petrolina – PE e/o Juazeiro-BA, in Brasile, il programma Intereurisland propone attività di Service-Learning Internazionale con un approccio GloCal.
L’esperienza completa si divide nelle tre fasi di: 1) pre-mobilità;2) mobilità  e 3) post-mobilità.

Ve la raccontiamo attraverso l’esperienza completa dell’equipe Bea&Intereurisland 2023.

Equipe Bea&Intereurisland 2023


Fase di pre-mobilità

Si sviluppa in Italia nel semestre anteriore a quello della mobilità e assieme agli studenti UNEB che si strovano in Italia in mobilità.
Si caratterizza per una serie di attività interculturali e formative che vengono organizzate nella logica della peer-education conn il protagonismo degli studenti coinvolti, tanto i brasiliani in mobilità, quanto gli italiani in fase di formazione pre-partenza.

Il corso di lingua portoghese e cultura italiana tenuto daglistudenti Berg e Edvan in mobilità

La serata interuclturale con la proiezione del film Central do Brasil

Il weekend formativo in bivacco – Valoon Scur sopra Cison di Valmarino

Il periodo di pre-mobilità si caratterizza anche per la costruzione dei progetti di tirocinio da presentare all’UNIPD, Ufficio Stage e tirocini del proprio Corso di studi e per la gestione degli apsetti burocratici in merito ai Visti, al vviaggio e ai vaccini. 


E … arriva la partenza, prevista sempre nella prima metà del mese dia gosto e con destinazione Aeroporto di Petrolina-PE.


Fase di mobilità


Nella logica di un possibile approccio Glo-Cal, il primo periodo dell’esperienza è pensato come un periodo di ‘immersione’ nel contesto di accoglienza e prevede alcuni giorni di formazione specifica in-loco che normalmente viene sivuluppata nella mobilida aoutdoor .. e perchè allora non farla in una delle isole del fume São Francisco?

Verso la Ilha de Massangano per due giorni di formazione in formato outdoor

Al rientro in città  dalla formazione, le prime due settimane di esperienza sono scandite dalle visite a tutti gli enti partner del progetto, disponibili ad ‘ospitare’  le studentesse per la realizzazione sul campo dei progetti di Service-Learning.

Nella città di Petrolina,
Pernambuco, gli enti sono:

Dialogo interculturale e immersione nel folklore della Regione Nordest de Brasile. Percorso formativo pre-partenza 2024


Sei mai stato nella città di Juazeiro da Bahia, magari facendoti accarezzare il viso e il corpo dal vento caldo e secco del Sertão?

Hai già ‘giocato’ a Capoeira?’ 

Conosci la Festa di São João e il Forró, la danza popolare della regione Nordest del Brasile?

Se ti interessa approfondire la lingua portoghese, alcune tematiche specifiche della cultura e delle tradizioni di questa regione brasiliana e la danza popolare del Forró, vieni agli incontri del percorso formativo pre;partenza di quest’anno.

Appuntamenti che fanno parte del percorso formativo pre-partenza per le esperienze di scambio interculturale del programma Intereurisland 2024, ma che sono aperti a chiunque sia interessata(o) alla lingua portoghese e alla cultura brasiliana. Il percorso è promosso dall’Associazione EnARS di Padova.

Location: La Casetta nel Bosco, sede dell’Associazione Marcellino (di seguito le indicazioni per raggiungerla)

Date degli incontri: 16 e 30 aprile, 14 e 28 maggio, 11, 18 e 25 giugno e 2 luglio.

Programma incontri:

Ore 17.45: Accoglienza nella Casetta nel Bosco, a seguito le indicazioni

Ore 18.00: inizio lezioni di portoghese (presenziale ma anche on-line) con studentesse/i del Master in Educazione, Cultura e Territori Semiaridi PPGESA, dell’Università dello Stato della Bahia, UNEB, Brasile.

Ore 19.30: Cena condivisa (ognuno porta qualcosa da condividere)

Ore 21.00: inizio serata interculturale con corso di Forró, la danza popolare del nordest brasiliano, una serata con Cineforum (Film: Central do Brasil) e una serata con Capoeira.


Link modulo di iscrizione:

https://docs.google.com/forms/d/e/1FAIpQLSdsiGjIIkuMsZF0y5YOTii0IFvSqdRQUyonnTqnv3tQnesd5w/viewform


Data della festa di São João (San Giovanni): 22 o 23 giungo, ancora da definire

Info: Cell / WhatsApp: +39 335 417377 – Mail: intereurisland@enars.it  

Per la partecipare presenziale viene richiesta una quota associativa di Euro 3,00 e per chi vuole e può un’offerta libera consigliata.


Come raggiungere la sede:

Sede Associazione Marcellino, ingresso da Via Cave n.293, Padova, seguendo il percorso indicato nella cartina di seguito e le indicazioni ‘Associazione Marcellino Vais’.

Se sei in macchina, moto/scooter o bicicletta puoi parcheggiare di fronte alla sede, entrando da via Cave e seguendo il percorso segnalato in giallo (riferimenti: cavalcavia dell’aeroporto a fine di Via Sorio uscendo dalla città oppure uscita n.5 di Corso Australia – Tangenziale).

Se sei a piedi puoi arrivare con gli autobus urbani n.06 e n.12 ed entrare da via Cave.

Report finale dell’esperienza di GloCal Service-Learning di Sara Ficarella UNIPD

Ricordo
bene la mattina in cui, durante una supervisione su Zoom del corso di
Mentor-Up, proposto in seno al Dipartimento di Psicologia dello Sviluppo e della Socializzazione, dell’Università di Padova (UNIPD), era stato invitato un ospite esterno, un professore che presentava
un programma di Service-Learning in Brasile. Ricordo bene di esserne stata
attratta, di essermi immaginata così lontana da casa in un contesto così
diverso. Ricordo bene anche la sensazione del “non è il momento, non adesso”.
Ma ricordo ancora meglio quando, l’anno successivo, quel momento è
arrivato: il momento della decisione, la frenesia, l’emozione del primo
messaggio al Prof, Nicola Andrian, il coordinatore del programma. Mancavano pochi giorni a
Natale e fuori nevicava. Chi l’avrebbe mai detto che il Natale successivo,
invece, lo avrei passato in spiaggia, tra un tuffo in oceano e un sorso ad
un’acqua di cocco all’ombra di una palma?!

Weekend formativo in Bivacco

*Già
durante la primavera è iniziato il percorso di formazione e preparazione alla partenza, gestito dal professor Nicola e dai due studenti brasiliani
del Master in Educazione, Cultura e Territori Semiaridi PPGESA, dell’Università dello Stato della Bhahia (UNEB) in intercambio in Italia, Berg e Edvan, che ci hanno introdotto alla
lingua portoghese e aalla cultura brasiliana, in particolar modo nordestina, oltre ad
essere sempre state due presenze importanti e disponibili durante tutto il percorso.
Gli incontri di formazione sono stati un momento fondamentale soprattutto per
la conoscenza dell’equipe: Sofia, Luna, Lucia, Diana, Virginia, Giulia. Le sei
donne che sarebbero poi diventate colonne portanti di tutta l’esperienza.
Energia, gioia, bellezza, passione, divertimento, curiosità, apprendimento,
scoperta: tutti elementi che hanno accompagnato i mesi pre-partenza. Non sono
mancate, ovviamente, le incertezze: dove sto andando? Perché? Perché così
lontano? Cosa mi spinge?
Domande, tante, dubbi, altrettanti; che, nonostante tutto, non sono stati
abbastanza forti da limitare o bloccare quella spinta, quel richiamo,
quell’attrazione verso la novità.

O
começo
Primo aereo intercontinentale, saluti, lacrime, ansie, gioie.
Sono arrivata a Petrolina l’11 agosto 2023. Il primo impatto è stato forte ma
mi ha permesso immediatamente di tirar fuori le strategie di adattamento più
efficaci. I primi sono stati giorni di orientamento, di conoscenza, di fatica
con la lingua, di curiosità, di esplorazione, di ricerca di una sim card e del
supermercato più vicino casa. Sono stati i primi avvicinamenti a quello che,
nei mesi successivi, sarebbe stato un vero e proprio mergulho nella vita tra i
due lati del ponte, tra le città di Juazeiro e Petrolina, tra Bahia e Pernambuco. Sono
stati i momenti in cui ho sentito i pori del mio corpo aprirsi al nuovo per
essere pronti ad assorbire quanto più possibile.

Il mio sogno di vivere un periodo di vita in America Latina ed esplorarla
cresceva sempre di più. Stavo concludendo il mio percorso di studi alla Magistrale in
Psicologia di comunità, della promozione del benessere e del cambiamento
sociale, e l’unico step che mi mancava era la realizzazione di un tirocinio
professionalizzante. E allora, quale momento migliore per partecipare al
programma BEA&Intereurisland, basato proprio sull’intercultura, la
cittadinanza attiva, il cambiamento sociale e l’educazione, se non quello?  Percepivo una linea immaginaria che univa i puntini di quel momento della mia
vita.

Le prime due settimane, inoltre, sono state improntate alla visita degli enti partner che
il programma propone, al fine di lasciare spazio alla scelta personale di dove
svolgere il proprio tirocinio.
Dopo un primo momento di valutazione, era giunto il momento della scelta.
Ricordo quando, prima di partire, ridevo e scherzavo con i miei amici e le mie
amiche dicendo che sarei andata in Brasile a fare lo stage in un carcere minorile. Già
lavoravo con adolescenti e per me rappresentavano tanto una sfida quanto una
soddisfazione. E poi, l’istituzione del carcere mi ha affascinata sin
dall’inizio dei miei studi.
La visita al carcere minorile di Petrolina non ha fatto che rafforzare in me
queste sensazioni di interesse, di curiosità, di voglia di conoscere questa
nuova realtà. E ancora una volta, percepivo un connubio di elementi a mio
favore che mi stavano trascinando nella direzione giusta.
FUNASE-CASE
L’istituzione che si occupa di adolescenti in conflitto con la legge nello
stato del Pernambuco è la FUNdação de Atendimento Socio Educativo (FUANSE). Con sedi in diverse città dello Stato, fra le quali anche Petrolina, il centro
socio-educativo lavora con ragazzi di età compresa tra i 12 e i 18 e in casi eccezzionali fino ai 21 anni. È
stato il luogo che, durante tutta l’esperienza, più mi ha messo alla prova. È
stata una sfida tanto personale quanto professionale in quanto donna bianca
privilegiata all’interno di un contesto abitato da ragazzi che hanno avuto la
sfortuna di crescere in un ambiente per loro sfavorevole, caratterizzato nella
maggior parte dei casi da situazioni economiche precarie, famiglie
disfunzionali, droga e violenza.
Durante il primo mese, assieme alla mia compagna Luna, abbiamo partecipato alle
lezioni scolastiche che si tenevano la mattina nell’istituzione, assistito ai
primi colloqui con la psicologa nostra referente e abbiamo iniziato a conoscere
i ragazzi durante i momenti di intervallo tra un’attività e un’altra. Tutti i
ragazzi hanno sempre avuto un grande rispetto per noi e, seppur nella
diffidenza iniziale e nella difficoltà nell’instaurare una relazione con loro,
lo scambio è sempre stato interessante ed intenso.
Tante sono state le volte in cui, tornando a casa, non riuscivo a non portare
con me anche il carico emotivo delle loro storie, della sofferenza che i
ragazzi provavano, delle loro necessità, dei loro bisogni.
Tante le volte in cui, invece, non riuscivo a togliermi dal viso un sorriso
stampato quando nei momenti di svago mi insegnavano a giocare a calcio ridendo
della mia incapacità, o quando, in disparte, si aprivano con me e mi
raccontavano dettagli intimi e personali della loro vita, dimostrando di
riporre in me una grande fiducia.
Questi primi momenti hanno permesso a me e Luna di instaurare un buon legame
con loro che ci ha permesso di conoscere i loro interessi e le loro esigenze. A
partire da queste osservazioni, assieme abbiamo pianificarto il nostro progetto specifico di Service-Learning, vincolato al corso di Extensão (Social Engagement) di Relaçoes interpessoais e dinamicas de grupo, proposto dal PPGESA, UNEB: il progetto RAPresentaçoes, un laboratorio di rap e hiphoh, volto
ad utilizzare la musica e l’arte come strumenti di rielaborazione ed
espressione della propria storia. Rispetto alle aspettative, è stato un vero e
proprio percorso ad ostacoli che ci ha messe a dura prova, a volte per le
difficoltà organizzative, a volte per il disinteresse dei ragazzi.
Laboratorio alla FUNASE

Mi sono dovuta armare di tanta pazienza, attesa, ascolto, attenzione, calma,
flessibilità e adattamento. Ma grazie alla collaborazione dell’equipe della FUNASE, dei professionisti di rap, hiphop e graffiti, e dell’appoggio esterno
dell’equipe BEA&Intereurisland tutta, il progetto si è svolto al meglio, ha
raggiunto i suoi obiettivi ed ha portato alla redazione di alcuni testi che i
ragazzi hanno a volte
letto a volte improvvisato in rima nell’arte del freestyle.

“A viela é cheia de desafios,

Mas eu não vou chorar

O tempo que perdi chorando

É o tempo que levo pra lutar

E aquelas pessoas que me viram
caindo,

Hoje me veram se levantar.”

Senza
dubbio, è stata l’esperienza più arricchente del progetto. è indescrivibile
quanto questo percorso mi abbia fatto crescere, pensare, riflettere,
decostruire e ricostruire.

Ma
BEA&Intereurisland è anche tanto altro. Nonostante il carico di lavoro
giornaliero, per me sono stati FONDAMENTALI due elementi: il corso di Relaçoes interpessoais
e dinamicas de grupo, tenuto dal professor Nicola Andrian, che mi ha dato gli
strumenti per far fronte a tante delle situazioni vissute poi all’interno
dell’ente. È stato una guida, un manuale pratico e teorico con un carico di
materiale e conoscenze da applicare non solo nei contesti delle relazioni
d’aiuto, ma nella vita ogni giorno. Altro elemento importantissimo che ha
accompagnato tutta l’esperienza di tirocinio è stato il corso di italiano che
io, Lucia e Virginia abbiamo realizzato con gli studenti dell’Università Federale do Vale do São Francisco (UNIVASF) di
Juazeiro. È stato un percorso di apprendimento ed è stato simbolo di
intercambio puro, in un constante confronto tra culture, lingue e ideologie.

Equipe Bea&Intereurisland 2023

C’è
poi tutta la vita al di fuori dei corsi e del tirocinio, le esperienze, le conoscenze, le
amicizie, gli affetti. Le birre al Portelinha, i bagni nel Rio São Francisco,
le tendate sull’ilha di Massangano, le rode di capoeria, le rode di samba e
tutti i momenti informali che mi hanno permesso di conoscere la storia del
Brasile e la cultura della Bahia, che mi hanno fatto apprendere tanto
sull’anti-colonialismo, sul privilegio, sul capitalismo e sulle conseguenze e
l’impatto che questo ha avuto lì; che hanno fatto sì che io mi jogassi, mi
mettessi in gioco, dubitassi, riflettessi, facessi domande, che ci provassi e
che ci credessi.

Lasciare
il Brasile per me è stato lasciare un pezzo di cuore.
Porto con me i sorrisi dei ragazzi della FUNASE quando terminavano il loro
periodo di internamento ed attraversavano la porta d’uscita; porto con me la
loro gioia quando saltavano e pogavano ascoltando le loro canzoni rap preferite;
porto con me la soddisfazione nel sentirsi dire che “quando ci siete voi, meninas,
i ragazzi sono più felici”.
O Rio São Francisco

Porto con me i discorsi filosofici attorno alle esperienze che stavamo vivendo
quando ci incontravamo con le altre ragazze dell’equipe; porto con me le
infinite riflessioni che Nicola ha fatto nascere in me.

Porto con me il suono del pandeiro e del berimbau, come quello delle casse per
strada collegate h24 con musiche funky.
Porto con me i sorrisi delle persone; quegli sguardi tanto profondi che sempre
mi hanno colpito; il calore ed il contatto umano; il calore di Petrolina e
Juazeiro, queste due piccole realtà tanto pure quanto intense all’interno del
Sertão. Porto con me la cura e la passione per le piccole cose; la semplicità.
E la bellezza delle spiagge, le palme, i banani, le cascate, quella magica natureza
con la quale il contatto è tanto sentito quanto ricercato.
Porto con me questo e
altro. E qualcosina la lascio qui dai, che tanto io, in Brasile, ci torno
presto.
Sara
Tirocinio professionalizzante Post-Lauream, UNIPD